Archimede in città


"Archimede in città" nasce dall'idea che a Roma, oggi, lo scienziato siracusano non si limiterebbe all'acqua del bagno pubblico e alla sua corsa nudo per le strade di Siracusa gridando "EUREKA", ammesso che questa leggenda abbia un fondamento. Troverebbe argomenti e materiali per fare ricerche e scoperte in molti campi e direzioni, per esempio considerando i servizi pubblici o l'energia consumata, i flussi demografici o il traffico stradale, il mercato e il sistema dei prezzi o le forme delle strade e dei palazzi, i materiali usati o l'aria che respiriamo, - e costruirebbe percorsi di studio pluridisciplinari che posso interessare, contemporaneamente o separatamente, quattro domini cognitivi: a) il dominio della matematica, anzi, delle matematiche; b) il dominio della chimica e/o della fisica; c) il dominio delle scienze naturali;d) il dominio degli studi ecologici e ambientali.

 

 

Il progetto
Su tali considerazioni si basa la proposta fatta da Alberto Alberti, nella prima vera del 2005, all'Assessore Maria Coscia che decide di varare "Archimede in Città" nell'ambito delle attività della legge 285/97 e di "Città Educativa". Al centro di tutto stanno sempre le scelte didattiche di insegnanti e studenti delle scuole romane, di ogni ordine e grado, disposti a fare le parti dello scienziato siracusano, individuando percorsi di ricerca e di studio che, partendo dalle esperienze comuni e dai reali interessi dei ragazzi e giovani romani, arrivino alle conoscenze più formalizzate delle discipline matematiche e scientifiche. Corollario non trascurabile: l'impiego di metodologie attive, osservazioni della realtà urbana, indagini, esplorazioni, individuazioni di fonti informative e acquisizione di documenti, raccolte di dati, elaborazioni e approfondimenti, ecc.; il tutto collegato all'utilizzazione di laboratori scientifici, strumenti informatici e tecnologie multimediali, e facendo affidamento su competenze altamente specializzate che potranno essere messe a disposizioni dai Centri culturali del territorio. Da parte sua, l'Assessorato alle politiche scolastiche ed educative, oltre a erogare un contributo (max 2000 euro) in favore di un certo numero di scuole i cui progetti saranno ritenuti meritevoli di attenzione, attraverso la struttura di Città educativa mette in campo un'azione permanente di sostegno e consulenza, principalmente per la parte che riguarda il collegamento tra le varie realtà scolastiche, l'informazione e la documentazione dei percorsi ritenuti più funzionali, lo scambio delle migliori esperienze didattiche, la documentazione e la diffusione dei prodotti realizzati, secondo modalità e procedure che saranno concordate con i soggetti interessati.

 

La progettualià delle scuole
Gli istituti che intendono partecipare al progetto, presentano un piano di ricerca, secondo le indicazioni procedurali emanate di anno in anno. Nel primo anno di esperienza (2005/2006) sono stati ammessi al finanziamento 38 progetti di cui 18 presentati da scuole secondarie di secondo grado, 10 da scuole primarie (direzioni didattiche o istituti comprensivi) e 10 di scuole secondarie di primo grado (scuole medie e istituti comprensivi). Nel corso dell'a. s. 2005/2006, gli alunni delle scuole elementari e medie hanno avuto la possibilità di prendere parte ad almeno quattro attività laboratoriali organizzate a Città educativa e animate da operatori culturali di strutture cittadine non propriamente "scolastiche" (dall'APAT a ROMA ENERGIA; da "Città del sole" a una cooperativa agricola, ecc.). A conclusione dei progetti, in una serie di incontri svoltisi a Città educativa in tre settimane (due a maggio e una a settembre 2006), le scuole hanno presentato a un pubblico di insegnanti ed esperti i loro lavori.

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