Scienze a scuola, Roberta contro il divario di genere

Mer, 14/05/2008 - 11:15

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Alla Città Educativa di Roma la Fondazione Mondo Digitale e la Scuola di Robotica presentano alle scuole italiane il programma Roberta: un progetto dedicato alle studentesse, per promuovere con la robotica lo studio delle materie scientifiche.

 

Per quale motivo bambine e ragazze non si appassionano alla ricerca scientifica? Perché le donne europee sono un potenziale inutilizzato nelle professioni collegate alla tecnologia? Quali strategie adottare per combattere il gap digitale tra uomini e donne?

All’indomani della RomeCup2008 (Campidoglio, 15 maggio 2008), la robodidattica è ancora protagonista alla Città Educativa di Roma per affrontare il divario di genere con una risposta concreta. Venerdì prossimo, 16 maggio, esperti e docenti si incontrano alla centrale dell’innovazione delle scuole romane (via del Quadraro, 102), per una giornata di studio dedicata alla didattica della robotica per le ragazze. L’occasione è la presentazione alle scuole italiane del programma “Roberta”, progetto già sperimentato con successo in Germania grazie all’appoggio dei Ministeri delle Pari opportunità e dell’Istruzione, per promuovere l’interesse delle ragazze verso la scienza, partendo proprio dalla robotica. Il programma della giornata ha un taglio operativo, con brevi comunicazioni che raccontano esperienze pilota già realizzate o suggeriscono strategie concrete per progettare nuovi corsi. Intervengono Fiorella Operto e Emanuele Micheli della Scuola di Robotica, il centro Regionale di riferimento in Italia del programma Roberta, e Alfonso Molina, direttore scientifico della Fondazione e coordinatore del progetto europeo “Robodidactics”, per inquadrare la robodidattica in una prospettiva transnazionale.

 

Roberta va in Europa e arriva in Italia

Secondo uno studio dell’Università di Brema, realizzato con 800 bambine-ragazze che hanno seguito i corsi, gli obiettivi del programma Roberta (promozione dell’apprendimento globale e delle scienze, del lavoro di gruppo, di problemi scientifici e tecnologici) sono stati pienamente raggiunti. I robot suscitano nelle studentesse un interesse pratico e “colorato emotivamente”, e il metodo learning by doing (imparare facendo) favorisce l’apprendimento. Sono stati sperimentati kit robotici “specializzati” nell’intervento ambientale, proprio per far leva sull’interesse delle ragazze verso i temi ecologici. Le studentesse hanno progettato, costruito e programmato i robot con grande impegno. E se le ragazzine tendono a perdere interesse verso le materie scientifiche nel corso delle scuole medie, il lavoro sui robot ha invece mantenuto vivo l’interesse scientifico associandolo allo sviluppo della manualità e del lavoro cooperativo. Il 94 per cento delle ragazze/bambine che hanno partecipato al progetto lo hanno poi consigliato alle loro amiche. Nel 2005 la Commissione Europea ha finanziato, in sede Science and Society, il progetto Roberta goesEU, per estenderlo ad altri paesi. Sono stati selezionati partner e Centri regionali in Austria, Italia, Regno Unito e Svezia, per creare una rete di istituti che adottino la metodologia di Roberta per le loro alunne. I corsi e il materiale sono stati tradotti nelle lingue nazionali.


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