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Progetto “Ti racconto l’Africa”



Realizzato da: Assessorato alle Politiche Educative e Scolastiche, Assessorato alle Politiche Sportive, Ufficio Relazioni Internazionali del Comune di Roma
in collaborazione con: Associazione Choronde – IUSM – Kanimambo – Share Labor Mundi - Progetto Rwanda– Progetto Papuk
con il supporto di: Fondazione Mondo Digitale

Il valore della solidarietà si sta sempre più consolidando nelle scuole romane come elemento strutturale dei programmi didattici, educativi e formativi. Il fenomeno immigratorio che ha visto negli ultimi anni arrivare nelle scuole primarie di Roma tanti bambini provenienti da paesi diversi ha aumentato la consapevolezza dell’inscindibile legame esistente in tutto il genere umano sia esso nato a Nord o a Sud del mondo. Il tema della distribuzione delle risorse tra chi ha troppo e chi nulla è sempre più sentito dai nostri bambini. La campagna sull’obesità , che stiamo conducendo nelle scuole di Roma , porta con sè un’immediata riflessione sul disequilibrio alimentare,in un mondo dove c’è chi si ammala perché mangia troppo e chi muore per la fame; la lotta alla sedentarietà che colpisce il Lazio più di qualsiasi altra regione d’Italia, fa pensare che bambini, nati in altri paesi, sono costretti a camminare chilometri per andare a prendere l’acqua. Le scuole della città, a tutti i livelli, si sono affermate quali nuovi soggetti attivi sulla scena della cooperazione decentrata. In questi anni gli studenti e gli alunni sono stati protagonisti di concreti progetti in favore dei loro coetanei che vivono nei paesi più poveri del continente Africano, in primo luogo realizzando raccolte di fondi per la costruzione di scuole. L’ultima scuola è stata costruita in Rwanda nel 2005 e inaugurata con un viaggio al quale hanno partecipato 200 studenti appartenenti a 24 istituti superiori romani. Il viaggio costituisce per gli studenti un’esperienza di vita indimenticabile che hanno poi l’urgenza e il desiderio di comunicare. Il loro “racconto” oltre ad essere uno strumento di formidabile efficacia nella la trasmissione dei comportamenti solidali verso i loro coetanei, deve essere valorizzato e trovare spazio autorevole anche all’interno dei processi educativi e formativi strutturati. Il Progetto “Ti racconto l’Africa” è stato pensato e ideato proprio per dare continuità all’esperienza vissuta dagli studenti romani in Rwanda integrandola in un ricco e articolato percorso educativo rivolto, in primo luogo, agli alunni più piccoli delle scuole elementari e calibrato sulle loro sensibilità ed esigenze didattiche. Vorremmo raccontare loro come anche i bambini africani seguano gli stessi percorsi per conoscere se stessi, gli altri e l’ambiente circostante, pur vivendo in contesti culturali, geografici e sociali così diversi. Attraverso un innovativo percorso formativo, gli studenti delle scuole superiori, che hanno partecipato al viaggio in Rwanda , lavoreranno insieme alle Associazioni, allo IUSM e alle Ong, attualmente impegnate sul territorio rwandese ,con l’obiettivo di creare una efficace sinergia tra il vissuto degli studenti e la grande esperienza delle associazioni in ambito di sensibilizzazione al valore della solidarietà. Nel suo complesso il Progetto si pone l’obiettivo di trasmettere ai più piccoli, il racconto di un Africa legata non solo alla sofferenza e all’ingiustizia ma anche alla sua cultura e alle sue grandi potenzialità di sviluppo. Il Progetto prevede l’articolazione in due aree tematiche: 1) Espressivo motoria, 2) Educazione e sviluppo. Una classe, di ogni scuola che partecipa al progetto, avrà il compito inoltre, opportunamente seguita dalla Fondazione Mondo Digitale, di redigere in forma digitale i contenuti elaborati dalle altre classi durante lo svolgimento delle aree tematiche scelte, con l’obiettivo di realizzare un sito che raccolga tutte le esperienze sviluppate durante lo svolgimento del Progetto e di avviare un ponte virtuale con i nostri “vicini africani”.

Descrizione delle aree:

1)Espressivo motoria

A cura di: Associazione Choronde – IUSM – Kanimambo – Share

I laboratori Le finalità di questa area saranno quelle di rendere partecipi i bambini delle scuole romane, della ricchezza peculiare del patrimonio corporeo, nonostante i disagi e le privazioni, che abbiamo avuto modo di osservare in Africa. I laboratori, pur con le loro specificità, organizzeranno i loro interventi partendo dal presupposto che il movimento influenza non solo i comportamenti connessi alla sopravvivenza, ma anche lo sviluppo di una vitalità pienamente e coscientemente espressa.

Parlami di Acqua, Fuoco, Terra, Aria (Choronde • Ass.ne Sportiva Dilettantistica) L’Educazione al Movimento Creativo è l’attività di questo laboratorio. Esso si propone di: o Riflettere sul rapporto quotidiano con gli elementi: acqua – fuoco - terra - aria, individuando analogie e differenze tra due culture (Italia – Ruanda). o Realizzare quattro unità didattiche di educazione al movimento creativo, ognuna delle quali si concentra su uno dei quattro elementi naturali. Gli incontri con le classi prevedono: o Osservazione d’immagini fotografiche che possono evidenziare le caratteristiche specifiche con cui l’elemento in questione è vissuto in Africa e in Italia, per stimolare una riflessione antropologica e la scoperta di materiali utili alla ricerca creativa sul movimento. o Un lavoro di ricerca motoria ed espressiva e l’uso di oggetti e materiali non convenzionali, legati a ciascun elemento (terra, aria, acqua e fuoco).

Tolgo ma trovo (IUSM • Istituto Universitario di Scienze Motorie) Il punto di partenza del laboratorio è avere la capacità di togliersi di “dosso” tutta una serie di materiali, pensieri e comportamenti che compongono il nostro vivere quotidiano, per cominciare a trovare altro. Non posso essere un bambino africano, né muovermi come lui, posso solo provare a capire quello che lui ha e io non ho e viceversa, per imparare ad apprezzare e rispettare il valore della diversità. Saranno proposte ai bambini delle scuole elementari alcune esperienze motorie che potranno aiutare a comprendere le caratteristiche dei loro coetanei africani. Il laboratorio si propone di: o Sviluppare la ricerca motoria creativa ed espressiva sulla base dell’elaborazione degli stimoli del sistema percettivo-motorio. Gli incontri con le classi prevedono delle esperienze sui seguenti temi: o percezione (tattile, visiva e uditiva); o ambiente (le opportunità d’azione); o espressione corporea (valore del linguaggio corporeo nella vita quotidiana e sociale).

Le fiabe (Kanimambo) Il progetto è pensato per coinvolgere una classe del primo o secondo ciclo della scuola elementare, in un ciclo di incontri volti a realizzare, a seconda dell’età dei bambini e della collaborazione del corpo docente, uno spettacolo di burattini basato sull’elaborazione scenica, dalla sceneggiatura alla scenografia, di una fiaba tradizionale mozambicana o rwandese che si presti ad una semplice trasposizione scenica. L’obiettivo principale è quello di stimolare la curiosità dei bambini verso culture diverse dalla nostra attraverso il linguaggio a loro più familiare, quello della fiaba. Si effettua una lettura animata della fiaba e si propone ai bambini di rappresentarla con burattini che saranno costruiti da loro. Si procede all’assegnazione dei ruoli, modificando eventualmente la trama, per consentire a tutti di avere una piccola parte; la fiaba, infatti, non prevede personaggi principali e secondari, ma piccoli ruoli che daranno un assetto corale alla rappresentazione. Si procede all’illustrazione dei metodi di costruzione dei burattini (“manopole” o “sagome”) e ogni bambino comincia, assistito dai volontari, a costruire da sé la propria marionetta con i materiali che saranno messi a disposizione di tutti.

Il bene comune della salute (Share • Associazione onlus) Pensando alla salute come un “ Bene comune” il laboratorio propone percorsi naturali di riequilibrio della condizione fisica e mentale, senza separare la condizione del singolo da quelle che incontra nel contesto familiare, sociale e ambientale. In quest’ottica, per i bambini essere indirizzati ad un naturale e sereno rapporto con se stessi, con il proprio corpo e il proprio cuore, significa aiutarli a creare le basi per un equilibrato sviluppo delle loro capacità individuali e per un più corretto rapporto con gli altri e l’ambiente che hanno attorno. Il laboratorio si articolerà in: o Yoga per i bambini, che insegna loro a creare stabilità e capacità di autocontrollo, aumentando le capacità di concentrazione e di rilassamento e fornendo flessibilità, forza e armonia al corpo e alla mente. o Shiatsu per bambini, la riproposizione in chiave educativa di un’antica tradizione per il riequilibrio naturale, ottenuto grazie al contatto e all’unione armonica con l’altro, creata dalle pressione delle mani. o Le storie animate delle terre d’Africa. Attraverso l’interpretazione e l’animazione delle storie, i bambini incontreranno l’Africa.

2) Educazione e sviluppo

A cura di: Labor Mundi – Progetto Rwanda– Progetto Papuk

Il percorso formativo proposto è stato suddiviso per comodità di esposizione tra i referenti del nostro gruppo, ma ogni attività sarà proposta da tutti noi in modo “interscambiabile”.

150 h suddivise tra: Incontri introduttivi Percorso ludico – didattico Visite didattiche in fattoria

Incontri introduttivi (circa 15 h. totali) Un incontro introduttivo di h. 1 nei cinque istituti superiori per gli insegnanti e per i ragazzi impegnati nel progetto. Un incontro introduttivo di h. 2 nelle scuole elementari Cos’è l’Educazione allo Sviluppo? Qual è la differenza con la Cooperazione allo Sviluppo? Perché si dice: “Terzo Mondo”? Perché ci sono Paesi in Via di Sviluppo? Cosa vuol dire “l’Africa ha fame di …..”: fame di diritti, fame di istruzione secondo la propria cultura, recupero delle propria storia e del proprio futuro. Gli incontri con le scuole superiori saranno preparati e presentati assieme agli studenti che hanno partecipato l’anno passato al progetto “Una scuola elementare per Gatare” e agli altri che per la prima volta si impegneranno con gli alunni delle scuole elementari.

Percorso ludico – didattico a cura di Gianluca Delle Fontane e Benedetta Lauricella (Progetto Rwanda) (circa 120 h. totali da suddividere nelle scuole in gruppi classe). Il percorso ludico-didattico “tipo” per ogni classe si articola in 5 incontri che vedono come protagonista un “esplorattore” (Gianluca Delle Fontane) che condurrà i ragazzi in un viaggio in Africa.

Primo incontro “Simulazione di un viaggio dei ragazzi che per la prima volta arrivano in Africa”. Introduzione fotografica sul continente africano. Si entra nel vivo dell’incontro arrivando in Rwanda: racconto attraverso immagini e musiche del paese e della sua storia recente. Confronto tra i due paesi (Italia e Rwanda) coinvolgendo i ragazzi delle scuole superiori in una descrizione su quale idea si sono fatti del Rwanda ed in particolare dei bambini che hanno visto nelle immagini. Tema da sviluppare con i ragazzi: I diritti universali dei bambini. Costruzione della Piramide dei Diritti: i ragazzi dopo aver disegnato il loro autoritratto indicheranno sul foglio quale è secondo loro il diritto irrinunciabile. Conclusioni su questo primo incontro.

Secondo incontro “Il viaggio continua con il confronto tra la giornata tipo di un bambino romano paragonata a quella di un bambino rwandese” Dopo la visione di immagini che raccontano alcuni momenti significativi della vita dei bambini rwandesi, si coinvolgeranno i ragazzi in una discussione sul tema della povertà. Che cos’è la povertà? Le sue conseguenze e introduzione del tema della fame. Attraverso un gioco, “l’esplorattore” farà riflettere i ragazzi sull’importanza della nutrizione, insieme cercheranno delle soluzioni al problema della fame. Testimonianza diretta dell’esperienza maturata durante il viaggio in Rwanda di uno o due ragazzi delle superiori.

Terzo incontro “Il nostro viaggio in Africa prosegue portando i ragazzi a visitare idealmente una scuola in Rwanda” L’obiettivo di questo terzo incontro è introdurre il tema del diritto all’istruzione. I ragazzi dovranno parlare della loro scuola, descrivendola e spiegando perché la amano e cosa vorrebbero cambiare. Attraverso il supporto di immagini mostreremo ai ragazzi la realtà delle scuole in Rwanda. Simuleremo la costruzione di una scuola alla quale parteciperanno tutti i ragazzi con materiale di riciclo.

Quarto incontro “Il nostro viaggio in Africa termina in un incontro immaginario dove i bambini rwandesi inviteranno i ragazzi romani ad una festa.” Da qui lo spunto per raccontare i vari modi di giocare dei bambini rwandesi, e la magia delle storie che gli adulti raccontano ai loro figli intorno al fuoco. Laboratorio ludico didattico durante il quale i ragazzi divisi in gruppi dovranno inventare un gioco e costruirlo con materiale portato da noi. Questo percorso sarà molto animato e si concluderà con la simulazione di una notte africana con le storie narrate intorno al fuoco e giochi e danze.

Quinto incontro “Analisi finale sul lungo viaggio alla scoperta dell’Africa” I ragazzi dovranno raccontare cosa li ha colpiti maggiormente in questo viaggio immaginario. Seguirà un laboratorio al fine di realizzare una maglietta di cartone da dedicare ad un ipotetico amico in Rwanda. Su questa maglietta i ragazzi potranno scrivere “al loro amico” un messaggio attraverso parole o disegni. Queste magliette saranno appese su un filo che collegherà idealmente l’Italia al Rwanda Visite didattiche presso la “Tenuta del Cavaliere” n. 3 di circa 5 h. ciascuna, (per un totale di 15 h.) a cura di Marco Colombo. programma della giornata: Laboratorio “Agricoltura e Cibo” La grande coltivazione in una fattoria a Roma (visita e spiegazione delle lavorazioni nei campi e dell’allevamento biologico) a confronto con coltivazione e allevamento di sussistenza in Rwanda (pannelli fotografici delle realizzazioni del PAPUK e laboratorio di micro-orti in cui i bambini realizzano dei cassoni di semina da riportare a scuola ), cenni sulle pratiche di gestione dell’acqua e riciclo dei rifiuti. Dalle piante al cibo. Laboratorio del pane al forno rustico della Fattoria e trasformazione del latte in formaggi.

Le scuole coinvolte nel Progetto:

scuole elementari: I° Municipio: 42° C.D. “Badini” con 6 classi 5° Municipio: I.C. “Balabanoff” con 2 classi 6° Municipio: 107° C.D. “Giulio Cesare” con 3 classi 8° Municipio: I.C. “De Curtis” con 4 classi 10° Municipio: 101°C.D. “Don Filippo Rinaldi” con 2 classi 13° Municipio: 102° C.D. “Mar dei Caraibi” con 2 classi

Istituti Superiori: Liceo S.S. “G.B.Morgagni”, Istituto “F.Caffè2, liceo.S. “B. Croce”, l’I.T.T. “M. Polo”, Liceo C.S. “Augusto”, l’Istituto S. “B.Russell”, Liceo S.S. “A. Labriola”

Accorpamenti: La scuola Badini sarà seguita dagli studenti del Liceo Morgagni e dell’Istituto F. Caffè La scuola Balabanoff dagli studenti del Liceo B. Croce La scuola G. Cesare dagli studenti dell’Istituto M. Polo La scuola De Curtis dagli studenti dell’Istituto Russell La scuola Don Filippo Rinaldi dagli studenti Liceo Augusto
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